Lunedì, Febbraio 06, 2012

“Intercettare” le conversazioni della ex amante nella sua auto non è un reato.

Basta nascondere nell’auto della ex amante un telefonino a risposta automatica e senza suoneria per rendere l’attività di ascolto totalmente lecita.  In tal modo è possibile intercettare le conversazioni all’interno di un’automobile senza incorrere in sanzioni penali. Il via libera viene dalla Cassazione che ha respinto il ricorso della procura di Potenza che aveva invece richiesto l’arresto per due uomini che avevano installato un telefono-trasmittente nell’auto della ex amante di uno dei due dopo che la  donna aveva interrotto la relazione. In particolare il gip del tribunale lucano aveva detto no alla richiesta di arresto spiegando che non potevano essere contestati i reati di illecita interferenza nella vita privata e installazione di apparecchiature per intercettazioni abusive. Il pm non si è arreso e dopo un appello al riesame, anche questo rigettato, si è rivolto alla Suprema Corte. I giudici della quinta sezione penale, con la sentenza 28251, hanno precisato prima di tutto che l’auto non può essere considerata “luogo di privata dimora” e dunque non è possibile ipotizzare il reato di illecita interferenza nella vita privata che, precisa la Cassazione, “tutela la riservatezza delle persone in relazione all’ambiente”. In pratica, se le conversazioni fossero avvenute in una casa o in ufficio “l’interferenza” sarebbe stata illecita. Mentre l’automobile non ha nessuna protezione “giuridica”. A patto che l’ascolto avvenga con una semplice trasmittente, come un telefono-spia, e non invece attraverso apparecchiature che “si inseriscono nella trasmissione dei dati”. In tal modo l’attività rientra nella fattispecie di ascolto e non di intercettazione. leggi la sentenza

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